“Paese remoto come sogno…” Alberobello

 

Alberobello

Alberobello

La mattinata nella bella Martina (ve ne parlo nel post precedente 😉 ) finisce e così nel pomeriggio decidiamo di visitare una nuova perla della Puglia, Alberobello.

Panoramica

Panoramica

Le campagne che ci circondano hanno i colori dell’estate, del grano appena mietuto sfumato dal verde degli alberi di fico. Sullo sfondo sembrano attenderci tanti cappelli di piccoli gnomi. Sono i trulli, tipiche abitazioni della zona, caratterizzate dal tetto a cono grigio e dai muri bianchi, quel bianco della calce che sa di Sud.

Trulli monumentali

Trulli monumentali

Ci avviamo verso il rione dei trulli monumentali, la zona più turistica della città, per dirigerci verso la famosa chiesa a trullo. In ogni trullo è possibile ammirare ricami, prodotti tipici e qualsiasi genere di souvenir. Passeggiando tra gli stretti vicoli l’aria è surreale…i piccoli trulli ad altezza umana sembrano dei simpatici compagni di viaggio!

Aia Piccola

Aia Piccola

Continuiamo il nostro tour spostandoci nella zona più autentica del luogo, il rione Aia Piccola. Il tempo qui sembra essersi fermato. Gli anziani ci scrutano incuriositi, domandandosi cosa mai avessimo da guardare e fotografare, cosa c’era di così spettacolare da rimanere stupiti. La risposta è semplice. Si respirava la Puglia, i suoi odori, il suo colore. Sembrava di essere tornati tornati indietro nel tempo.

 

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Le ore, però erano volate, costringendoci a tornare alla vita di sempre!

“Paese remoto come sogno, e come un’antica età. La via bianca tra muri e secco. Gli ulivi consorti, sui grossi ceppi, simili a quelli della baia d’Itea, di Delfo, di Egina; ulivi ellenici. L’erba arsiccia nell’ ombra, color di velluto fulvo. … Qualche stuolo di contadini seminudi, simili a certi gruppi di terracotta beotica, simili a certe figure dei vasi campani. Nella stanchezza mi addormento… Mi sveglio e vedo un paese di sogno, come se dormissi tuttavia. L’attendamento di pietra nel terreno ondulato. Gli innumerevoli coni bruni contrassegnati dall’emblema fenici. Lunghe nuvole rosee in cielo d’acquamarina…Le città bianche che s’innazzurrano nella sera. La luna pallidissima nel cielo limpido.”

Gabriele D’Annunzio, 1917 – Cronache di viaggio

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